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Bisogno di sfogo immediato
21 July 2011, 10:55
Filed under: viaggiando, vita | Tags: , , , , , , , , ,

So che questo post non sarà affatto informativo, forse neanche interessante, ma DEVO SFOGARE, SPUTARE, ESTERNARE il mio disprezzo per questo sistema che se non paghi, se non hai IL SOLDO in realtà non ti da diritti, diritti per cui i nostri nonni e bisnonni hanno lottato e si sono conquistati ma che la società italiana e la politica stanno commercilizzando, capitalizzando, se non hai il grano… dove vai?

Il motivo di tanto disprezzo è un motivo banale, superficiale, non vitale, forse quasi ludico. E’ il mio diritto di tornare a casa a trovare la mia famiglia, la mia stanza, i miei amici, il mio cane, i miei luoghi di infanzia. Un diritto che già costa caro (da Torino – dove vivo per lavoro, non per gioco, perchè dalle mie parti il lavoro che speri e forse meriti… buona fortuna – 6 ore di treno andata, 6 ore ritorno, per una modica cifra di circa 100 euro), ma che il sistema rende ancora più dispendioso. Perchè? Gli scioperi! Non so bene perchè i sindacati di Trenitalia scioperino così spesso, ma sono certa che se lo fanno hanno i loro motivi. Non mi spiego come sia possibile che su 10 volte in un anno che torno a casa, 8 volte mi becco lo sciopero (che ce ne sia uno ogni weekend?), sembra quasi che aspettino che prenoti io per indirlo (manie di egocentrismo acuto, lo so, il mondo che complotta contro di me, la società e i sindacati che stanno ad aspettare me per indire uno sciopero). La cosa che però mi fa più disprezzare tutta la situazione è che a rimettirci sono solo i viaggiatori!!! Che devono cambiare programmi, magari decisi da tempo, magari per qualcuno anche vitali e profondi (non come il mio di questo weekend), oppure che, se possono permetterselo, devono pagarsi il diritto di tornare a casa con la moneta. Perchè funziona così: se vuoi tornare comunque a casa, non potrai affidarti ai regionali e quindi farai contenta Trenitalia che ci guadagnerà sulla tua scelta di avere il diritto di vedere la tua famiglia e pagare per un biglietto costosissimo (32 euro l’Alta Velocità Torino-Milano, unico treno che mi garantisce il ritorno senza le attese e i nervosismi del fato). Lo so, mi concederò un lusso, un lusso grandissimo: tornare comunque a casa nel profondo Veneto Orientale, senza grandi stress, senza viaggiare in piedi. Solo che pensavo che fosse un segno di legame con la famiglia tornare a casa a visitarla, non un lusso!

Dunque, ho tratto conclusioni idealistiche e politiche (vedi l’incipit) da un fatto “normale”, affatto tragico, affatto grave. Ma che mi fa innervosire tantissimo, perchè alla fine mi piegherò al capitalismo e alla società commerciale, grazie alla quale potrò scambiare il mio diritto di visitare la mia famiglia con del denaro, in un Paese occidentale e civile del primo mondo.



Treno: odi et amo

Qualche mese fa mi sono iscritta al programma Cartaviaggio di Trenitalia, che consiglio a tutte le persone che viaggino in treno con una certa frequenza o spesa di biglietto. A volte a causa dell’ignoranza ci facciamo sfuggire opportunità di risparmio che, crisi o non crisi, fanno molto comodo.

A questo programma ci si iscrive gratuitamente e permette di accumulare punti per ogni euro di spesa, per qualunque tipo di treno e anche con gli abbonamenti, che entro 18 mesi possono essere utilizzati per viaggiare gratuitamente, con scaglioni di soglie minime di punti per usufruire dei biglietti gratuiti.

Se penso a quanti km ho accumulato prima di farla attraversando il Veneto, il Friuli Venezia-Giulia, la Lombardia e fino in Abruzzo… Meglio non pensarci!

Lo segnalo qui a voi perché possiate tutti sfruttare questo vantaggio, contando quante frustrazioni ci fa vivere Trenitalia… sulle quali non posso non spendere due parole.

Il funzionamento della nostra linea ferroviaria, generalizzando, è coerente con le modalità di tutto il sistema burocratico e amministrativo italiano, famoso per la sua lentezza, per l’assenza di personale quando qualcosa non va, per i suoi ritardi (RITARDO: la parola magica che, evidentemente, fa muovere i treni, proprio nel senso che è parte del carburante, visto che è affiancata a un gran numero dei loro viaggi e ormai fa parte dell’essenza del servizio di trasporto stesso! In genere mi stupisco quando i treni non arrivano in ritardo…) e nei Regionali (treni) c’è sempre qualcosa che non funziona, o i bagni, anche tutti contemporaneamente, o l’aria condizionata o il riscaldamento.

Nonostante questo, amo viaggiare in treno! In Italia ne faccio uso frequente, all’estero ho sperimentato la splendida linea della RENFE Madrid – Valencia, in cui ti danno anche delle cuffiette nuove per ascoltare la musica inserendo la spina nelle prese del sedile, quella austriaca per Vienna e un breve tratto di quella britannica. In tutti i casi la piacevolezza di stare comodamente seduta, con la mente libera di vagare, ha reso lo spostamento parte integrante dell’avventura del viaggio. Chissà se un romantico come William Wordsworth (1770 – 1850) avrebbe apprezzato la poesia che io vivo con il mio wandering… (vi segnalo la sua poesia “I Wandered Lonely as a Cloud” del 1804) (spiegazione in inglese su Wikipedia).

I motivi a sostegno del mezzo di trasporto da me preferito sono innumerevoli e vogliate voi aggiungerne di altri: in treno puoi dormire o riposare, quando devi essere in un posto presto e la sveglia è all’alba o quando torni a casa dopo una giornata di fuoco; è bello guardare fuori dal finestrino i paesaggi che si susseguono, il sole che tramonta; puoi conoscere persone nuove, potrebbe anche nascere un amore, o puoi semplicemente conversare o trovare qualcuno che ti offra qualcosa per gentilezza, come un biglietto della metro di Milano (mi è accaduto sabato scorso); è più ecologico dell’automobile; se si viaggia da soli, è sicuramente più economico dell’automobile; sostituisce l’automobile quando questa non c’è; in treno puoi leggere senza che ti venga nausea, puoi lavorare o studiare se non ti viene sonnolenza; puoi mangiare anche a mo’ di banchetto, con pasta, pane, frutta e fiaschetto de vin; puoi guardare film col notebook, raramente c’è pure la presa della corrente; i viaggi in treno sono per me una vera e propria occasione di otium nel senso latino di opportunità per l’introspezione.

Mi piacerebbe leggere qualche racconto sulle “meravigliose” avventure che avete vissuto viaggiando in treno!

cosa puoi vedere viaggiando in treno verso Ginevra in una giornata di marzo

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